È iscritto presso il Ministero della Giustizia al n° 220 del registro degli organismi di mediazione ai sensi del D.L.vo n° 28/2010
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sabato 25 novembre 2017
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Dovere di riservatezza


Il procedimento di mediazione è riservato in tutte le sue fasi e qualunque dichiarazione nel corso degli incontri non può essere registrata o verbalizzata.

Chiunque, a qualsiasi titolo, presta la propria opera o il proprio servizio nell’organismo o comunque nell’ambito del procedimento di mediazione è tenuto all’obbligo di riservatezza rispetto alle dichiarazioni rese e alle informazioni acquisite durante il procedimento medesimo.
Con riferimento alle informazioni acquisite dal mediatore nel corso delle sessioni separate con i mediati e i loro consulenti, queste possono essere rese note alle altre parti separatamente o nella sessione congiunta solo ed unicamente nel caso in cui la parte dichiarante ne abbia dato prima il consenso.

Nel caso in cui la mediazione si concluda con un verbale negativo e le parti proseguano in giudizio, le dichiarazioni rese o le informazioni acquisite nel corso del procedimento di mediazione non possono essere utilizzate, salvo consenso della parte dichiarante o dalla quale provengono le informazioni. Sul contenuto delle stesse dichiarazioni e informazioni non e’ ammessa prova testimoniale e non può essere deferito giuramento decisorio.

Inoltre il mediatore non può essere tenuto a deporre sul contenuto delle dichiarazioni rese e delle informazioni acquisite nel procedimento di mediazione, né davanti all’autorità giudiziaria né davanti ad altra autorità.

 

ARTICOLO 9 – RISERVATEZZA, Inutilizzabilità e segreto professionale

Il procedimento di mediazione è riservato in tutte le sue fasi e qualunque dichiarazione nel corso degli incontri non può essere registrata o verbalizzata.

Qualsiasi informazione o documentazione fornita dalle parti nel corso della procedura ha carattere riservato e non può essere divulgata senza il consenso espresso della parte che l'ha fornita, fatte salve inderogabili disposizioni di legge. Il conciliatore, le parti e tutti coloro che, a qualsiasi titolo, intervengono all'incontro, si impegnano a non divulgare a terzi estranei i fatti e le informazioni apprese nel corso del procedimento di mediazione. Essi si impegnano, altresì a non utilizzare, nel corso di eventuali successivi procedimenti contenziosi promossi dalle stesse parti in relazione al medesimo oggetto, le dichiarazioni e le informazioni apprese durante il procedimento di mediazione. Le parti, infine, si impegnano ad astenersi dal chiamare il mediatore, i collaboratori e i dipendenti della “Media & Arbitra S.r.l.” e chiunque altro abbia preso parte al procedimento, a testimoniare in giudizio sui fatti e sulle circostanze di cui sono venuti a conoscenza in relazione al procedimento di conciliazione. A tal fine, le parti e gli altri soggetti presenti all’incontro di mediazione dovranno sottoscrivere apposita dichiarazione.

Le comunicazioni riservate tra le parti ed il mediatore sono consentite solo in occasione delle sessioni separate tra gli stessi ed in ogni caso è fatto divieto al mediatore di comunicare all’altra parte quanto appreso in occasione della sessione separata, salvo che la parte dichiarante o dalla quale sono comunque pervenute le informazioni riservate non lo autorizzi per iscritto a farlo.

Per espressa previsione legislativa al mediatore si applicano le disposizioni dell'art. 200 c.p.p. e si estendono le garanzie previste per il difensore dalle disposizioni dell'art. 103 del c.p.p. in quanto applicabili. Le eccezioni alla garanzia della riservatezza riguardano i seguenti casi, in presenza dei quali la stessa riservatezza non si ritiene operante: a) nel caso in cui le parti e il mediatore, di comune accordo, dichiarino di rinunciare alla riservatezza del procedimento; b) in presenza di un obbligo di legge che impone al mediatore di non applicare la riservatezza; c) nel caso in cui sussista un pericolo per la vita e l'integrità fisica e psicologica delle persone e dei bambini; d) in presenza di superiori esigenze di ordine pubblico.

L’accordo raggiunto tramite la procedura di mediazione è strettamente riservato e confidenziale, a meno che una parte abbia per legge il diritto di divulgarlo ovvero la divulgazione sia necessaria al fine di adempiere all’accordo ovvero di ottenere l’esecuzione coattiva di quanto ivi previsto. Nell’accordo di mediazione le parti possono derogare all’obbligo di riservatezza, sia limitandolo sia ampliandolo.

  





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