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sabato 23 settembre 2017
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L'efficacia dell'accordo e l'omologa


L’efficacia esecutiva del verbale/accordo è data dalla firma delle parti e degli avvocati delle parti stesse, che devono altresì, certificare e attestare la conformità dell’accordo alle norme imperative e all’ordine pubblico. Questo purchè tutte le parti siano assistite da un avvocato. (ipotesi sempre presente nella mediazione obbligatoria e giudiziale, ed eventuale in quella volontaria)

Ove nella mediazione volontaria non tutte le parti siano state assistite da un avvocato ovvero nelle mediazioni ove tutte le parti siano assistite da un avvocato e uno o più di essi non dovessero attestare e certificare la conformità dell’accordo alle norme imperative e all’ordine pubblico, l’accordo per acquisire efficacia esecutiva deve essere omologato.

L’omologa viene concessa con decreto del Presidente del Tribunale, che  verificherà la regolarità formale e il rispetto dei principi di ordine pubblico o delle norme imperative del verbale. Il verbale omologato costituisce titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, per l’esecuzione in forma specifica, oltre che per l’iscrizione di ipoteca giudiziale.

Le parti di comune accordo o anche solo una di esse, che abbiano interesse ad omologare l’accordo ne chiedono copia all’Organismo e provvedono  a propria cura e spese alla presentazione dell’accordo stesso al Tribunale nel cui circondario l’Organismo ha la sede operativa accreditata con contestuale istanza al Presidente del Tribunale.

Nelle controversie transfrontaliere di cui all’articolo 2 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 maggio 2008, 2008/52/Ce, il verbale è omologato dal Presidente del Tribunale nel cui circondario l’accordo deve avere esecuzione.

Il giudice che nega l’omologazione, provvedendo ai sensi dell’articolo 12 del decreto legislativo, trasmette al responsabile e all’organismo copia del provvedimento di diniego.

La omologazione della conciliazione può essere qualificata come procedimento in camera di consiglio (e quindi applicare gli artt. 737 e ss. C.p.c.), e perciò reclamabile presso la Corte d’Appello.





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