È iscritto presso il Ministero della Giustizia al n° 220 del registro degli organismi di mediazione ai sensi del D.L.vo n° 28/2010
Cerca
[carattere normale] [carattere grande]
sabato 23 settembre 2017
Home   »   La mediazione   »   Il credito d'imposta

Il credito d'imposta


Un’altra agevolazione tributaria, oltre a quelle previste dall’art.17 del D.Lgs.28/2010, è data dal credito d’imposta disciplinato dall’art.20, il quale ha stabilito che in caso di raggiungimento dell’accordo in sede di mediazione è riconosciuto un credito d’imposta commisurato all’indennità stessa fino alla concorrenza di euro 500, che viene ridotto alla metà in caso di insuccesso. I valori così determinati andranno riproporzionati in funzione delle risorse effettivamente stanziate.

Il Ministero della Giustizia entro il 30 aprile di ciascun anno determina le risorse destinate a copertura del sopradetto credito d’imposta e l’importo effettivamente spettante, proporzionalmente alle risorse stanziate, che in ogni caso non può superare i limiti di cui sopra (500 euro per le mediazioni chiuse con accordo, e 250 per quelle chiuse con mancato accordo).

Il Ministero della Giustizia entro i successi 30 giorni comunica all’interessato l’importo di credito d’imposta spettante e trasmette in via telematica l’elenco dei beneficiari all’Agenzia delle Entrate.

Il credito d’imposta deve essere indicato a pena di decadenza nella dichiarazione dei redditi.

Il credito d’imposta è utilizzabile a decorrere dalla data di ricevimento della comunicazione da parte del Ministero della Giustizia.

Il credito d’imposta non dà luogo a rimborso, non concorre alla determinazione del reddito come componente positivo né ai fini dell’imposta dei redditi né dell’IRAP e non rileva ai fini del rapporto di indetraibilità dei costi previsto dagli artt. 61 e 109, comma 5 del t.u.i.r.

  





Tag cloud